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ago 22
A volte serve un cantuccio in cui riposare le parole…
ago 22
gen 31
Porto Torres, 31 Gennaio 2011
Io mi ricordo la follia della Merini
piena di luce e di colori
e di parole gonfie di pianto.
Mi ricordo delle mattine
che lo specchio non basta a capire chi sei
e che le senti volare
le api furibonde instancabili
e si svuota tutto il resto.
Così anche nei sogni
invadenti e senza riposo
come se non fosse mio tempo,
ma loro.
Fantasia, la chiamano.
nov 18
set 23
Porto Torres, 23 Settembre 2010
Di tanto in tanto sei qui,
Sulla mia stessa strada.
Io non ti ho ancora scoperta
Se non in quello che m’hai dato tu.
Cammino quieto, cercandoti.
Sai essere nuvola
E sai essere sole.
E pioggia e neve, se vuoi.
Sai essere estate.
C’era una sera tempo fa,
E io non conoscevo che il tuo nome
E il sorriso che m’avevi regalato,
L’autunno correva
E non sapevamo ancora.
Cammini con me alcune volte,
E non so ancora il perché,
Ma ho smesso di chiedere.
set 18
Porto Torres, 16-17 Settembre 2010
Che onde t’avvolgono,
Cuore della notte,
Inquieto
Testardo?
Non siamo ancora
Forse
Quelli che abbiamo sempre amato?
Io, eccomi.
L’uomo sveglio che fa domande
Come ieri, come da bambino.
E tu, tu,
Che ascolti sempre
Ma non sai rispondere.
mag 06
Porto Torres, 5/6 Maggio 2010
Piove nel giardino, sui fiori solitari
e sul coleottero e le sue ali arrugginite
che cercano riparo.
Piove sulla strada dove crescevo
spensierato incosciente vagabondo del mondo
fino a che le primavere han presentato il conto.
Piove sul mio camice pulito
sulla barba da non tagliare
sui capelli corti che sbiancano
più veloci di quanto invecchi il cuore.
Chi vorrà comprare i miei ricordi
di altalene vuote e taccuini
e di gelati alla fragola
domani che tarderò a riconoscerli?
apr 25
apr 16
Porto Torres, 16 Aprile 2010
Nel cuore di un gabbiano
piccolo trapezista sul mare
ogni istante che non resta in cielo
c’è la tempesta più grande
per il suo amore della vita.
mar 09
Porto Torres, 8 – 9 Marzo 2010
Mi ricordo le capre.
Una mattina (son quasi vent’anni)
che fuori dalla finestra di casa
c’era un rumore di campanelle
e non era la chiesa.
Dal terrazzo le vedevi,
silenziose
miti
solitarie.
Brucavano l’erba senza fretta
come se fossero in collina
e non avessero le auto vicine
sulla via di ghiaia bianca
a pochi metri.
Saranno tutte morte ora,
e chissà del padrone,
adesso che c’è una città intera
dietro il cortile di casa
e hanno acceso anche la notte
i lampioni sulle strade
e non si vede nemmeno più il cielo.
La notte
che ha smesso di essere silenziosa
anche qui.
E come allora ma diversa
c’è una solitudine che si respira
che non lascia questo posto
che anche se ci sono tante case ora
è sempre il mio di quando ero bambino
e inventavo gli amici
per poter giocare con qualcuno.
feb 22
Porto Torres, 22 Febbraio 2010
Tienimi con te
oltre i miei silenzi grigi
oltre le bugie che mi dico
quando non mi capisco.
Tienimi con te
nelle mattine per strada
o sulle panchine del centro
nelle notti di gennaio
ad aspettare la pioggia sulle guance.
Tienimi con te
quando sai i miei desideri
e conosci il fondo degli occhi
e i momenti di paura
che cancelli con un sorriso.
Tienimi con te
quando ti dico cose grandi
che a pensarle ieri sarebbe stato folle.
Tienimi con te
e stringimi le mani
che di ogni cosa che ti ho detto
se resto da solo a guardare il soffitto
ho paura anch’io.